Da oltre 35 anni diamo una risposta alle dipendenze creando un'alleanza terapeutica con gli Enti invianti, le famiglie e i soggetti coinvolti.

“Fragilità e leggerezza” dal 7 al 17 aprile

mostra evento a cura di Comunità Emmanuel

Le Ali di Pandora presentano dal 7 al 17 aprile 2016, con location presso il piano terra di Palazzo
Vernazza Castromediano in Lecce la mostra/laboratorio “Fragilità e leggerezza” all’interno della
Manifestazione “Itinerario Rosa 2016” del Comune di Lecce .

 

Gli Ospiti della Comunità Emmanuel presenteranno una video-installazione che vede il lavoro nella comunità di Eboli e di Lecce sul tema della fragilità e leggerezza.

Guardando sullo schermo negli occhi di Michele, Francesco, Gerardo, Vladimir, Narciso, Antonio, Cosimo e Giuseppe; Andrea, Armando, Massimo, Nello, Pietro, ritroviamo noi stessi, guardiamo vedendo oltre e più in profondità.

Il video “Lo specchio dell’anima” realizzato ad Eboli è a cura dell’equipe psicopedagogica coordinamento Mimmo Porcelli;

“Self Portrait Project” vede l’impegno dell’equipe psicopedagogica “Tenda d’Abramo”, Lecce, coordinata nella parte fotografica da Laura Scalcione.

Infine la testimonianza di Antonella, Emanuela, Maristella, Stefania ed altri della Comunità Alloggio “Piccoli Passi” curati da Valeria Calò che confida “La bellezza nascosta in un volto fuori dagli schemi estetici, in un cartone che fa da cornice o che diventa un veliero; un velo di bomboniera che, a mò di ventaglio, incornicia e dà leggerezza alle maschere di un mondo perfetto e stereotipato, ci ha divertito e ci ha fatto ritrovare, ancora una volta, “il bambino” che è ancora capace di sorridere mentre piange tra le lacrime.”

La parola «Fragilità» è spesso associata alla donna, ai soggetti deboli, ha la stessa radice di frangere, che significa rompere e la donna è capace di spezzare gli schemi consapevole che la fragilità sia un atto di forza, non di debolezza in questa società. Fulcro della società è la famiglia, che sia monoparentale, ricostituita, di altra cultura o arcobaleno, ma è anche la famiglia delle 60 mila separazioni e dei 30 mila divorzi ogni anno, spesso teatro in cui si sviluppano relazioni mortificanti per i bambini e per i suoi componenti più fragili. Le Famiglie fragili, dove si vive il contatto con la disabilità o la malattia, andrebbero sostenute, ascoltate, protette così che la fragilità possa diventare forza. Fragile è l’anziano perché invecchiare in quest’epoca è diventata una malattia. Parlare di vecchiaia significa parlare del senso e delle prospettive dell’esistenza umana: l’identità del soggetto, la comunicazione tra gli esseri, le somiglianze, l’esclusione, il distacco dalla realtà, la malinconia, elementi che troviamo non solo negli anziani ma anche nelle giovani generazioni che soffrono di mancanza di prospettive e dove la parola speranza riempie uno spazio muto. Fragile è la gioventù che cerca riferimenti ed ideali da perseguire; “(…) come carne priva di vita in cella ibernatrice dei miei sentimenti” riporta Vincenzo Leone – Medico delle Dipendenze, Comunità
Emmanuel – nella sua testimonianza “Il vissuto dell’esperienza”. Fragili sono le frontiere dove uomini, donne e bambini sono resi vulnerabili e fragili dalle guerre, costretti all’esilio, spezzando le loro storie, annichilendo le speranze.

La Fragilità è anche fuori di noi, se posiamo lo sguardo sul nostro paesaggio con la nostra storia in abbandono, con la storia che svanisce sotto i colpi dell’incuria, sotto i colpi dei mortai, sotto i colpi del radicalismo. L’arte incide sulla memoria a breve e lungo termine educando alla bellezza ed al rispetto, analizzando la condizione nella nostra società, una società, l’attuale, caratterizzata spesso dal male di vivere e dalla paura. Gli eventi di questi ultimi anni ci inducono a riflettere sulla pericolosità della forza, la forza distrugge l’uomo la fragilità, forse, lo ricrea.

“Fragilità e leggerezza” è una mostra che partendo da una visione contemporanea si snoda nel tempo, nella memoria, occasione per immaginare, in un’ottica realista, le stagioni della vita dove protagonista è il tempo, i luoghi, l’uomo e la sua fragilità. Per la realizzazione delle opere abbiamo chiesto agli artisti di usare un materiale fragile e leggero ma che nel corso dei millenni ha dato voce alla memoria ed alla civiltà: la carta. Scrive Hegel: “(…) l’arte scava un abisso tra le parvenze e le illusioni di questo mondo basso ed effimero (…) Lungi dall’essere semplici apparenze e illustrazioni della realtà ordinaria, le manifestazioni dell’arte hanno una realtà più elevata e un’esistenza più vera (…) ed su questo concetto che hanno lavorato: Silvia Beccaria, Roberto Bergamo, Mario Calcagnile, Glauco Lèndaro Camiless, Daniela Cecere, Enzo De Giorgi, Oreste Ferriero, Lucy Ghionna, Massimo Marangio, Luigi Martina, Maurizio Martina, Francesco Pasca, Enza Santoro, Elia Stomaci, Paola Zampa, compiendo un percorso di profonda introspezione e analisi della realtà fenomenica che li ha portati a tramutare l’esperienza soggettiva in manifestazione oggettiva, donando allo sguardo una serie di opere la cui originalità ed espressività inviteranno lo spettatore a soffermarsi su ogni singolo elemento costruendo un rapporto dialettico ed emotivo con l’opera stessa”.

 Oltre quaranta Artisti emergenti, supervisionati dal Lucia Ghionna, hanno lavorato sulla tematica in questione e una rigorosa selezione ha premiato solo alcuni di loro: Cristina Baldari, Veronica Cavone, Franco Chiarello, Dario De Iacob, Giulia Gazza, Romunaldo Gerardi, Mariangela Martinelli, Stefania Martino, Francesco Paglialunga, Giulia Piccinni, Alberto Renisi, Giulio Ribezzo, Silvia Sparro, Marco Vitale, Sara Za. Scrive Claudia Forcignanò: “Ore di lavoro e introspezione hanno prodotto un ampio campionario la cui potenza espressiva crea un’affascinante commistione con il supporto scelto, carta realizzata artigianalmente, archetipo della fragilità e della leggerezza, sulla quale gli artisti hanno sviscerato sentimenti ed emozioni, raccontati attraverso l’uso sapiente della tecnica, dando vita ad un microcosmo variegato in cui sesso, esperienza ed età perdono il proprio valore sociale restituendo un’esperienza visiva che invita ad andare oltre la forma per concentrarsi sul contenuto”
Il video di Claudia Ingrosso: “Libero arbitrio” racconta il trauma della nascita al primo vagito, del primo impatto del bambino con il nuovo mondo e dove solo la voce conosciuta della madre lo
rassicuri. Le parole mute si articolano in vagiti e pensieri, in promesse e racconti, una presentazione del Nuovo Mondo.
La fragilità sarà “raccontata” non solo attraverso l’arte visiva ma anche attraverso incontri e laboratori interattivi di educazione alla lettura e alla vita; è un piacere ospitare realtà a cui riconosciamo sensibilità, passione, impegno e azione, ringraziamo: Comunità Emmanuel, Ass. Consortium Iuris, Ass. Le Cento Pagine, Ass. Vitruvio, Laura Madonna, RETE TIAPP.
Fragilità e leggerezza anche nelle performances che vedranno alternarsi sulla scena: Cristina Baldari, Tiziana Buccarella, Valentina Cantelmo, Alessandra Cocciolo Minuz, Andrea Ortese, Serena Manieri, Giulia Piccinni, Giulio Ribezzo, Patrizia Sambati.

CON PREGHIERA DI DIFFUSIONE E PUBBLICAZIONE

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